GIAPPONE 2007

Il resoconto dettagliato e stilato giorno per giorno del viaggio che ho fatto assieme al mio amico Harry a Tokyo! L’intero mese di agosto alla scoperta della capitale del Sol Levante! Una guida per i turisti che come noi vorranno avventurarsi in futuro in questo meraviglioso paese!

Per commenti, richieste, perplessità, incertezze e semplici sfoghi, potete postare QUI oppure scrivermi ;)

 

GIAPPONE 2007

Fedechan e Harry

Introduzione

ECCO COME CI SIAMO INNANZITUTTO ORGANIZZATI

Aereo
Per ciò che riguarda il volo, abbiamo scelto di viaggiare con la JAL (Japan Air Lines). Volo prenotato ai primi maggio, diretto A/R da Roma a Tokyo e da Tokyo a Roma a grossomodo 900 €. (Il prezzo ha una base di circa 600/700 €; il resto dipende dalle tasse aeroportuali, che cambiano a seconda della valuta e del cambio euro/yen).

Chilogrammi in Valigia
Questo è un problema che dovrete prendere seriamente in considerazione. Alcune compagnie sono molto fiscali per ciò che riguarda il peso dei vostri bagagli. In Italia non avrete quasi mai problemi, ma in Giappone l'osservanza delle regole è molto, molto diversa.

Avrete 20 Kg di base a disposizione in tutte le compagnie (bagaglio a mano compreso). Avendo viaggiato con la JAL però, posso dirvi con sicurezza che la compagnia può permettere (dipende comunque dalla gente in viaggio) un extra di 10 Kg, (30 Kg in tutto dunque; il tutto senza spese aggiuntive, gratis), che potranno esservi di grande aiuto, soprattutto se pernotterete a lungo in Giappone. Ma ricordate: 30 Kg sembrano chissà quanti, ma in realtà si fa molto presto a raggiungerli... Soprattutto in un paese come il Giappone, dove non potrete non comprare la cosa che pesa di più in assoluto: la carta!!! Fumetti, Art-Book, libri e compagnia bella!!!

Perché il peso dovete porvelo come un serio problema? Perché se doveste superare i Kg, potreste ritrovarvi in brutte situazioni... Sopratasse a prezzi esorbitanti, obbligo di spedire la valigia... Il mio amico Harry, viaggiando con la British, si ritrovò in queste scomode situazioni l'anno scorso. La JAL fortunatamente non ci ha dato alcun problema e se alla fine ci siamo ritrovati a superare di un po' i 30 Kg permessi, al check in non solo non ci hanno fatto storie, ma non glie n'è importato proprio nulla... Fortunati? Forse con la JAL è sempre così...? Non si può mai dire, quindi attenti e tenete in conto la cosa come un eventuale problema che potreste trovarvi di fronte ;)

Il passaporto
È consigliabile che il passaporto, al momento della partenza, abbia ancora tre mesi di validità. Ciò è obbligatorio se dovete restare tre mesi in Giappone (caso in cui è richiesto anche il visto), ma trascurabile se la durata del vostro viaggio è minore. Se volete avere una maggiore sicurezza, potete telefonare all'ambasciata giapponese in Italia al momento della vostra partenza. Fatelo però un po' più di un mese prima: dovete considerare in caso il tempo di rinnovo del passaporto ^^
Prima della partenza, in Italia, dovrete comprare la marca da bollo da appiccicare in una delle pagine libere del passaporto. Si tratta di una tassa tutta italiana (40 € circa). A volte viene controllata, a volte no e, soprattutto, dovrebbe essere convalidata alla partenza con un timbro indicante la data e quindi la prova che sia stata utilizzata. Se non dovessero timbrarvela, approfittatene per usarla nel vostro prossimo viaggio ^^ C'è anche chi se la porta semplicemente dietro e la appiccica solo in caso di richiesta =)

Durata del viaggio e Pernottamento
Abbiamo scelto di restare un mese a Tokyo sia per goderci appieno la città sia perché sotto molti punti di vista è la soluzione più conveniente… Il Giappone non è a due passi, è lontano e certo non ci si può andar tutti i giorni; il viaggio è lungo e faticoso… Già che ci siete, il nostro consiglio è di restarci il più possibile ^^ Comunque… In base al tempo in cui vorrete rimanere, si decide ovviamente l’alloggio.

Una/due settimane: albergo. (Alcuni si trovano anche a meno di 50 € a notte per stanze doppie. Sono più consigliati però i tradizionali Ryokan, costano meno).
Questa prima opzione non è difficile da attuare. Affidatevi alla rete e scegliete per bene, altrimenti a un’agenzia. Il mio consiglio è scegliere sempre un punto ben collegato alla linea metro e JR di Tokyo.

Un mese o più: appartamento in affitto.
Ed è qui che è ricaduta la nostra scelta, anche se un po’ meno facile da attuare rispetto alla precedente. Ci sono molti siti di agenzie che si occupano di affittare appartamenti, ma pochi, da quel che abbiamo potuto constatare, funzionano e possono rispondere a tutte le esigenze di un turista medio. La
Sakura House è uno di questi siti e, più precisamente, il più famoso fra gli studenti che si avventurano a studiare nella capitale del Giappone… Peccato che sia il meno adatto ai turisti che esigono un po’ più di comodità, data ad esempio da un bagno da non condividere con troppe persone…

La nostra scelta è ricaduta dunque su uno di quei pochi siti che ci ha dato risposta: l’agenzia della Ichii corporation. Tirando le somme alla fine della vacanza, l’agenzia e la scelta dell’appartamento si sono rivelati per noi più che convenienti. Ed ecco ora i pro e i contro di questa nostra decisione.

CONTRO:
1) C’è una regola fondamentale, che abbiamo provato paurosamente sulla nostra pelle… Non si possono fare prenotazioni a lunghe distanze. Si comincia a parlare di affitto solo a meno di un mese prima della partenza. Non vi dico il terrore di non riuscire più a trovare nulla ai primi di luglio! Dopo, tutto funziona, ma occorre pazientare con l’agitazione addosso…
2) Le chiavi dell’appartamento vi verranno consegnate solo e soltanto, (almeno così è stato per noi), all’ufficio dell’agenzia che si trova nei pressi della stazione metro di Gotanda. Se l’appartamento da voi scelto è lontano dalla zona, (senza considerare il fatto che la suddetta zona non è proprio vicina all’aeroporto), considerate il fatto che dovrete spostarvi con fatica e con dietro la valigia per i lunghi tunnel e per le numerose scale della metropolitana.
3) L’ufficio in cui vi verranno consegnate le chiavi è aperto fino alle 18 del pomeriggio. Se arrivate dopo quest’orario, mettetevi l’anima in pace, dovrete passarci la mattina successiva e dovrete dunque dormire una notte in albergo.

PRO:
1) Il costo. Ci sono tanti appartamenti a prezzi convenienti. A noi è costato all’incirca 1000 €, 500 per uno, tutto compreso ovviamente. Una media di 15 € a notte.
2) Comfort e ubicazione. Abbiamo scelto l’appartamento a nostro parere ottimale: con bagno, cucina, balcone, aria condizionata (considerate il periodo di permanenza), asciugatrice e lavatrice (risparmierete economicamente ed eviterete di andarvi a cercare una lavanderia a gettoni). La maggior parte degli appartamenti è abbastanza fornita dei migliori comfort. La nostra scelta si è però basata essenzialmente sulla posizione: 4 linee metro sotto casa. (Gli appartamenti sono quasi tutti piccoli, quindi non andate a ricercare i tanti metri quadri… C’è da adattarsi; fino a due persone ci si può stare).
3) L’agenzia è seria.

Costo
Mettete dunque subito in conto un massimo di circa 1000 € per il volo e 1000 € per l’appartamento. (Starà a voi poi organizzarvi nello spendere di meno non andando da soli o trovando magari voli più convenienti). Altri 1000 €, (se sceglierete per la durata di un mese), vi partiranno per la sopravvivenza a Tokyo tra trasporti, musei, cibo, e via dicendo… (Noi abbiam speso sommariamente in media 30 € al giorno). Un massimo di 3000 € dunque per godervi Tokyo per un mese e con i migliori comfort.

Detto questo, vi consiglio di leggere il resoconto dettagliato che troverete nelle pagine seguenti, all’interno del quale inserirò degli ELEMENTI GUIDA, che vi potranno aiutare ad organizzare e a comprendere al meglio quello che sarà il vostro viaggio! (Alcune cose potrebbero risultarvi essenziali) Buona lettura a tutti!

Fedechan

GLI ELEMENTI GUIDA CHE TROVERETE SPARSI ALL'INTERNO DEL RESOCONTO:

COME FUNZIONA IN GENERALE LA LINEA DELLA METROPOLITA DI TOKYO
IN GIAPPONE LE VIE NON HANNO NOME
IL CIBO - DOVE E COME MANGIARE
DISNEYLAND – CONSIGLIATO ALLE FAMIGLIE/SCONSIGLIATO A CHI CERCA IL BRIVIDO
KARAOKE
FOTO E FILMINI VIETATI
LE CONTRADDIZIONI TUTTE GIAPPO
METRO CHIUSA DI NOTTE
MUSEO GHIBLI

AUTOBUS

 

------------------------------GOTANDA----------------------------------------------------------------------------------------   31/07/2007 - 01/08/2007

Roma, 19:45. È arrivato l’agognato giorno della partenza. Puntualissimi e organizzatissimi, siamo in attesa di decollare, con un solo pensiero fisso in testa: Giappone e… Dodici ore di volo…! O___O Ci facciamo coraggio, cercando di focalizzare il pensiero principale su quel che verrà una volta giunti a destinazione; check in delle valigie e ci dirigiamo quasi subito alla nostra zona d’imbarco, momento durante il quale assistiamo ad una delle prime, indimenticabili scene dell’intera vacanza, scena che ci dà subito un’idea generale di quelli che saranno i momenti più salienti del viaggio… E andiamo bene!

«Excuse me… Where’s Air China?» domanda nel suo perfetto inglese una gentile straniera a un addetto dell’aeroporto di Fiumicino in divisa. La risposta del tipo: «Er Cina sta de sopra!»

Come sempre accade negli aeroporti italiani, l’aereo finisce per ritardare un po’ nella partenza. Viaggiamo su un inquietante bestione a due piani e noi siamo seduti proprio nella parte superiore. In caso di sfracellamenti vari, abbiamo lo 0,1% in più di sopravvivere, rispetto a quelli al piano inferiore. File da tre; le sedie sono piccolissime. Ci ritroviamo vicino a Giappone-Giappone, un tipo così soprannominato perché l’avevamo notato durante la fila all’imbarco e, per qualche strano motivo che nemmeno il nostro cervello comprende, l’avevamo identificato come parte di un gruppo di un forum su internet, che io sapevo essere in partenza nel nostro stesso periodo. Appurato che lui con Giappone-Giappone non c’entra assolutamente nulla, (va a trovare in Giappone sua sorella che si è sposata lì da poco), ci osserviamo attorno rosicando enormemente, visto che la nostra è una delle pochissime file ad essere completamente occupata! -.- Ma Giappone-Giappone non poteva stare col tizio di dietro, che è da solo su tre poltrone…? E ora che l’abbiamo appena conosciuto, è un po’ brutto chiedergli, anche se gentilmente, di togliersi di mezzo per lasciarci una sedia su cui stenderci… Messa quindi l’anima in pace, (moriremo qui), l’aereo finalmente decolla.

Sono dodici (mica una, dodici!!!) ore che sembrano non passare mai… Ore in cui dormono tutti (i giapponesi dormono sempre e dappertutto) e tu sei lì che non sai dove mettere le povere gambe… Vuoi alzarti e Giappone-Giappone ti dorme accanto, costringendoti a svegliarlo… La tensione e lo stress sono alle stelle, tanto che basta un nonnulla per farti scoppiare a ridere come un idiota! Dopo il mio racconto di un mio episodio divertente, (ho parecchie risorse in casi di noia), la famosa e leggendaria risata di Harry devono averla sentita pure quelli in coda al piano di sotto.

Scesi dal bolide volante e passato il controllo passaporto (io avevo il terrore perché il mio scadeva a un po’ meno dei tre mesi richiesti, anche se restando in Giappone per un solo mese, la regola dei tre mesi non entra in funzione), ci riversiamo sul treno della Keisei Line, che automaticamente si collega alla grande capitale giapponese. La nostra destinazione: Toko Hotel, alla fermata della Tokyo metro Gotanda, fermata che forse non scorderemo mai… Perché dobbiamo andare in hotel, vi starete chiedendo, visto che noi alloggeremo in un appartamento per tutto il mese di agosto…? Il fatto è che le chiavi ci devono essere consegnate direttamente da Megumi Kawashima in persona, la responsabile dell’agenzia, tramite la quale abbiamo trovato e prenotato l’appartamento, e noi, arrivando di sera, non facciamo in tempo a passare all’ufficio della cara signora, che chiude comodamente alle sei del pomeriggio! Non avrebbe potuto portarci lei le chiavi? Non sia mai! E che la facciamo scomodare?! Siamo dunque costretti a passare una notte in albergo e scegliamo il più vicino all’ufficio di Megumi, il Toko Hotel appunto.

Così… Anche se le ore di sonno equivalgono a zero, si sopravvive e il corpo continua a spingere… E spinge… Spinge la pesante e scomoda valigia per metri e metri sotto la metro di Tokyo… Mi chiedo subito perché il Giappone, così moderno e tecnologico, abbia così tante, faticose scale normali, invece delle fantastiche e comode scale mobili, invenzione che in questa vacanza abbiamo decisamente rivalutato! Uno non ci pensa mai, ma l’inventore delle scale mobili è uno dei più grandi amici dei turisti! Comunque… Troverò risposta a questa mia domanda col passare del tempo, quando comincerò a toccare con mano l’incredibile reticolo di metropolitana che si estende sotto e sopra Tokyo, dove ci sono talmente tanti passaggi, collegamenti e fermate poste a profondità differenti, che sarebbe stato impossibile mettere dappertutto solo scale mobili! O___O

Per arrivare al Toko Hotel, chiediamo la nostra prima informazione ad un ragazzo beccato per caso nei lunghi tunnel della metropolitana. Primo giorno, prima informazione… È qui che scopriamo per la prima volta l’incredibile gentilezza tutta giappo. Il tipo inizialmente ci spiega la strada a parole, poi, dopo esserci separati, ci corre dietro e ci raggiunge per dirci di volerci accompagnare lui stesso fino a destinazione! O___O Ci porta dritto, dritto fino al Toko Hotel e mi aiuta pure a trascinare la valigia per una rampa di scale! (Io, ormai sfinita, stavo arrancando, rifiutandomi di proseguire oltre sotto quella terribile agonia).

Giunti finalmente al Toko hotel! Non abbiamo prenotato e siamo andati un po’ alla ventura, così il terrore di non trovare una stanza libera ci attanaglia. Dormiremo per strada? Le nostre solite paure infondate… Ci ritroviamo infatti con una bella stanzetta doppia con tanto di bagno rialzato. Spesi così i primi soldi extra a causa degli orari di Megumi, i primi che non saranno gli ultimi, scegliamo un tipico ristorantino in cui cenare. Comincio a guardarmi intorno, cercando di realizzare il luogo in cui mi trovo, la stanchezza è però talmente tanta che non mi permette di godermi appieno il momento. Tornati in albergo, io, che in aereo non ho dormito per niente, crollo all’istante; Harry, che si è fatto tre orette di scomoda dormita, non prende sonno fino alle quattro di mattina… Questa per lui è la prima delle tante notti insonni causate dal fuso.

 

ELEMENTO GUIDACOME FUNZIONA IN GENERALE LA LINEA DELLA METROPOLITA DI TOKYO

 

Anche se all’inizio la cosa potrebbe sembrarvi un po’ difficoltosa, viaggiare in metropolitana a Tokyo è decisamente facile. Non serve conoscere la lingua giapponese, ma è importante saper guardare di tanto in tanto qualche Kanji.

 

Per prima cosa dovrete procurarvi la cartina della metro Tokyo. La troverete accanto alle macchinette dei biglietti e ve ne servirà sia una interamente in giapponese, (con le fermate composte di soli kanji), sia una in romaji, ovvero con i nomi traslitterati, scritti nel nostro alfabeto. Prendetele entrambe =) Vi serviranno.

 

Individuate sulla cartina scritta in romaji la fermata in cui dovete arrivare, dopodiché cercate la stessa fermata scritta in kanji.

 

Osservate i colori delle linee e semplicemente scegliete come muovervi. Una volta individuata la linea di vostro interesse, recatevi in stazione e individuare il luogo in cui fare i biglietti per la suddetta linea.

 

Alla biglietteria, proprio sopra le macchinette, troverete appesa al muro una speciale cartina della metro, dove ogni stazione è contrassegnata da un numero quasi sempre di tre cifre… 250, 190, 160… Si tratta del costo del biglietto dal luogo in cui vi trovate fino alla fermata che vi interessa. È importante sapere con che kanji è scritta la fermata proprio perché queste cartine, nella maggior parte dei casi, sono scritte solo in giapponese.

 

Una volta che avrete individuato il costo della vostra fermata, preparate i soldi, selezionate nella macchinetta il costo, (a sinistra ci sono anche i pulsanti per selezionare più di una persona o per selezionare i biglietti per bambini), e infilate i soldi. La macchinetta stamperà il biglietto e, in caso, vi darà il resto.

 

Passate il biglietto ai tornelli e conservatelo con cura perché all’uscita della metro dovrete infilarlo nuovamente nei tornelli per poter uscire. In caso di errore o di mancato pagamento, vi si sbarrerà la strada.
In questi casi, non fatevi prendere dal panico ^^ Potete chiedere aiuto, mostrando il biglietto ai controllori che vigilano accanto ai tornelli oppure recarvi all’aggiustment ticket nei pressi, delle macchinette speciali in cui sarà sufficiente inserire il vostro biglietto fasullo. Le macchinette vi segnaleranno automaticamente l’importo rimanente da pagare e, a debito saldato, vi stamperanno un nuovo biglietto che vi permetterà di uscire.

 

 

----------------GOTANDA--------------------AKIHABARA-------------------------------------------------------------------------------------   02/08/2007

Il sonno incombe… Vorremmo proseguire la nostra beata dormitina, ma Megumi ci attende. Doloranti e affranti, (Harry particolarmente), chiediamo di poter lasciare le valigie alla reception dell’albergo e corriamo alla ricerca della cara Meguz! La signora ha il suo ufficio in casa, ci offre un tè verde con ghiaccio, ci fa pagare la quota dell’affitto mensile. Ci legge e fa firmare dunque il contratto e ci spiega cosa accade in caso di danni o incidenti vari. Secondo giorno, altra frase che entrerà nella storia della vacanza Giappone 2007… Qualsiasi problema, gli unici responsabili dell’appartamento siamo noi, qualsiasi danno, quelli che poi devono pagare siamo noi… Era naturalmente ovvio, ma Megumi, con la sua faccetta da è così e non potete farci niente pappappero, ci fa imbestialire e ripete così tante volte e fino allo sfinimento la sua cantilena, che alla fine ci chiediamo se nell’appartamento ci potremo almeno respirare!

 

«If… I have to change you… If… I have to charge you… I have to change you!»

 

Meguz ci consegna dunque le chiavi dell’appartamento, che dopo ore di sudore e fatica in metro assieme alla valigia, troviamo grazie all’aiuto di due ragazze. (Anche perché Megumi ci ha praticamente fatto scendere alla fermata metro più lontana da casa!) Proprio come il tizio del giorno precedente, le due si offrono di accompagnarci personalmente fino a destinazione. Ma cosa importa la fatica? Finalmente ce l’abbiamo fatta! Siamo a Tokyo, nel lontano bel paese del Sol Levante e noi abbiamo un appartamento che sembra bellissimo!!! Sembra perché… Ci troviamo una spiacevole sorpresa… Un sospetto che mi aveva colpito proprio prima di partire e che avevo voluto scacciare via dalla mia testa, anche se sapevo in cuor mio che devo sempre ascoltare il mio sesto senso, il mio intuito, che funziona pure meglio dei cinque sensi di base! Nell’appartamento… C’è un solo letto… Singolo!!! Dove dormiamo? Per aria??? Usciamo incazzati e pensiamo all’unica soluzione possibile: compriamo una carta telefonica (che almeno poi si rivelerà utile) e chiamiamo la cara, simpatica Megumi! La comoda signora ci risponde semplicemente che l’appartamento è per una persona. Noi sorridiamo sarcastici, premeditando un crudo omicidio per il giorno successivo, e del tutto allibiti ribattiamo immediatamente che siamo in due, che l’avevamo ben scritto nei dati dell’e-mail fin dall’inizio, dati che lei ci aveva chiesto di riempire, e che solo un’ora prima ci eravamo presentati in due a casa sua!

 

«In tal caso…» risponde Megumi, come se avesse appreso per la prima volta la notizia solo in quel momento al telefono… «In tal caso, dovrete comprare un fouton

 

Sconvolti dall’audacia e dal coraggio di Megumi, (un altro, al nostro posto, sarebbe subito tornato a Gotanda per massacrarla), la mandiamo a quel paese, («Fuck Megumi!» Una delle tante imprecazioni che lanceremo quando qualcosa va storto), e corriamo alla ricerca di un negozio da lei consigliato per comprare un fouton (letto tradizionale giapponese): il Donki Houte. (Ci da pure i consigli la signora, ma d’altronde noi di chi potremmo fidarci sperduti a Tokyo, in Giappone, senza un letto?) Domandiamo alla commessa di un supermercato, il Daily, come arrivare a questo Donki, Donkey o come cavolo si chiama, (già è tanto aver capito Megumi al telefono), e la tipa ci disegna una piantina, che seguiamo con non poche difficoltà…

 

ELEMENTO GUIDAIN GIAPPONE LE VIE NON HANNO NOME

 

Secondo giorno a Tokyo e scoperta della prima contraddizione tutta giappo. Per chi non fosse a conoscenza di questa verità meravigliosa, una città gigantesca, supertecnologica e funzionante come Tokyo non ha vie! Non ha nomi delle strade, tranne alcune principali, impossibili da non trovare, quindi inutili nella fattispecie… I loro indirizzi sono fatti principalmente di tre numeri: il primo indica il quartiere, il secondo una zona del quartiere, il terzo il numero del palazzo. Il quartiere lo si trova, è quasi sempre scritto, il vero problema è il secondo numero, che è deciso secondo una logica tutta giappo, che noi non abbiamo ovviamente compreso. Camminare e sperare ad esempio che dopo il quattordici venga il quindici sembra un’eresia, un vago pensiero positivo… I numeri sono poi scritti su dei pali che s’incontrano man mano per le strade… Da impazzimento! Per arrivare in un posto, occorre chiedere a un poliziotto in uno dei tanti posti di polizia che si incontrano per Tokyo, dato che possiede una stupenda piantina recante tutti i numeri delle zone e dei palazzi della città, oppure a qualcuno che, essendo a conoscenza del luogo, possa spiegarti a parole la strada o addirittura disegnartela in stile piantina… Come ha fatto la commessa del Daily!

 

Un esempio di palo

 

Avere una piantina in mano non significa però trovare facilmente ciò che si cerca… Dopo poco tempo, ci ritroviamo infatti costretti a chiedere ulteriori indicazioni. Becchiamo fortunatamente un altro signore particolarmente gentile, che interrompe senza problemi ciò che stava facendo per aiutarci! Ci porta lui stesso fino al Donki, smanettando con qualcuno al cellulare che gli dice dove andare… (Cosa sarà mai? Una specie di numero aiuto? Un po’ come da noi i numeri che danno indicazioni, solo non a pagamento, dato tutto il tempo che questo sta al telefono? Mah…!). Durante il cammino, il tipo ci racconta l’intera storia della sua vita e dei suoi viaggi in Italia e ci aiuta pure a comprare il fouton migliore e più economico, facendo da tramite con la commessa del Donki.

 

Harry: «Ma forse ce lo paga direttamente lui il fouton!»

 

 Nel frattempo io sento ovviamente la mia testa viaggiare e perdersi fra gli oggettini venduti al Donki… Non vedo l’ora di mettere a posto ‘sta benedetta storia del fouton e dedicarmi alla scoperta della bella Tokyo! La vista del negozio mi fa realizzare dove sono! Entrare e sentire a palla l’ending dell’Anime di Haruhi Suzumiya no Yuuzu, Hare hare yukai, risveglia in me tutto l’interesse MangAnimoso e devo trattenermi dal mettermi a fare il balletto della videosigla completa di fronte a tutti! XDDD

 

 
Haruhi Suzumiya - Hare Hare Yukai (Divertitevi a vedere quanta gente cerca di imitarne il balletto)

 

Preso il letto, (8000 Yen volati via per la Megumi Baka),  cominciate ad immaginarvi due occidentali stravolti e sudati camminare uno di fronte all’altro con un materasso in mano… Siamo stati un piccolo spettacolo per chi si trovava nei pressi, nel luogo giusto al momento giusto! XD Una volta a casa, stremati e stanchi, possiamo finalmente metterci l’anima in pace: abbiamo concluso tutte le scartoffie e l’appartamento è fantastico! (Non a caso siamo stati noi a sceglierlo!) Ben illuminato, con aria condizionata, bagno, lavatrice, asciugatore per i panni, balcone, forno a microonde, cucina separata dalla camera, frigorifero, ma, soprattutto, quattro metro sotto casa!!! Siamo nel fantastico quartiere di Akihabara, più precisamente tra Kanda ed Akihabara. La nostra zona è calma e silenziosa, ma a qualche metro abbiamo i collegamenti migliori e tutto quello che ci serve. Hibiya e Shinjuku Line a cinque minuti a piedi, JR a dieci e Ginza Line a quindici.

Dopo qualche momento di riposo e relax, usciamo per comprare un po’ di cose utili, tra cui dei geta in plastica, dato che a camminare scalzi, (l’appartamento è in stile tradizionale), ci siam fatti i piedi neri. Torniamo dunque al Donki, dopodiché ci riversiamo nel gigantesco palazzo di elettronica della Yodobashi Camera, che ci ha colpito come un fulmine a ciel sereno appena giunti ad Akihabara. 10 piani di elettronica da mozzare il fiato, ognuno dedicato a qualcosa... Cellulari, videogames, televisori... Compriamo una fotocamera digitale Canon a 150 € compresa la memory card da 2 giga, con cui farò 1000 foto. (Qui in Italia la fotocamera costa 300 senza memory… E la soddisfazione di averla pagata la metà per me è tanta). Scegliamo un ristorantino in cui cenare e io comincio a scoprire di amare ancora più di quel che credevo il cibo giapponese; torniamo a casina, dove speriamo di crollare dal sonno, ma le nostre speranze sul fuso sembrano vane… E per Harry soprattutto lo sono…

 

 

-----------------------------------SHINJUKU------------------------------------------------------------------------------------------------------   03/08/2007

Notte insonne, sudata assurda nel gelo/non gelo dell’aria condizionata… A ventotto gradi fa freddo; a ventinove fa caldo… Ma che è?!!! Ignoto… Mi spiegherò poi la cosa, pensando ad una maggiore umidità in Giappone rispetto all’Italia, alla quale ci abitueremo col passare dei giorni. Ci alziamo a mezzogiorno e facciamo colazione col caffellatte e il dolcetto al tè, (buonissimo, ma che mangiandolo ogni santo giorno ci verrà un po’ a noia), comprati al Daily sotto casa la sera precedente.

 

Usciamo che sono già le due. Per la strada a Harry si rompe l’infradito! XD Rientriamo a casa e riusciamo al volo! Prendiamo la metro e arriviamo a Shinjuku, uno dei quartieri più conosciuti della città. Luci, colori, suoni, tanta gente in giro, palazzoni giganti che si perdono nel cielo e negozi stratosferici… Si comincia finalmente a conoscere per bene la capitale del Giappone!

 

 

Ci dirigiamo verso lo Shinjuku Imperial Gyoen, un parco con giardino tradizionale. Ci sbrighiamo anche, dato che chiude alle 16:30/17:00. La maggior parte dei giardini e dei parchi chiude nel pomeriggio molto presto =\ A nostro parere, dovrebbero restare aperti fino a tarda sera, considerando sia il fatto che nelle ore del primo pomeriggio e la mattina fa davvero troppo caldo sia che sarebbe anche bello vedere questi meravigliosi luoghi al tramonto… Comunque, a parte questo, la nostra nuova fotocamera Canon comincia a conoscere i suoi nuovi possessori e teme per la durata della sua vita, visti i numerosi scatti in cui viene costretta… Ma noi non possiamo farci niente! Il giardino è splendido, immerso nel verde, nella calma e nella tranquillità, inserito solo nel fracasso di cicale e corvi, (proprio i corvi neri che appaiono negli Anime). I suoni e i rumori del traffico della città, dei negozi e della gente sembrano esser scomparsi e noi, lontanissimi da essi, ci culliamo beati nella meraviglia di quei luoghi naturali ben curati e protetti dalla mano dell’uomo.

 

 

Visto il giardino, è la volta di chiudersi in una bella libreria per toccare finalmente con mano i veri e originali fumetti giapponesi, i Manga, parte fondamentale che contribuisce come poche cose alla passione che un italiano può avere per il Giappone e che poi mostra ciò che si può ritrovare nella realtà in Giappone. Sulla strada principale di Shinjuku ci osserviamo dunque per bene la famosa libreria Kinokuniya, dove un intero piano dedicato ai manga mi colpisce come fulmine a ciel sereno *.* Centinaia e centinaia le opere esistenti; ci accorgiamo come in Italia arriva molto meno e, soprattutto, mal curato. Per chi già non ne fosse a conoscenza, in patria ogni manga è fornito di sovra copertina, ben curato nella carta (che non è nera ma bella bianca splendente, che non è ruvida ma bella liscia, che non puzza ma profuma) e nella stampa (perfetta ovviamente) e persino chiuso impacchettato nel cellofan; difficilmente non si trova quel che si cerca, nuovi o arretrati che siano, (io con Hime-chan no ribon sono forse stata una delle poche eccezioni, ma alla fine l’ho comunque trovato XD); i prezzi sono più bassi che in Italia e alla cassa, dopo averli spacchettati, ti chiedono se ci vuoi la cosiddetta kaban, la carta di cui sono fornite quasi tutte le librerie che circonda il manga e non te lo fa sporcare, ditare (le odiose ditate sulle copertine) o rovinare. Non pretendo lo stesso bel trattamento, ma visti i prezzi più alti, dovremmo avere diritto almeno ad un prodotto migliore! Tralasciando le polemiche sui manga in Italia, (ci sarebbe troppo di cui parlare e non è questa la giusta sede), ci giriamo l’intera libreria, dove ci sono ovviamente anche i normalissimi libri, che in Giappone sono splendidi! Piccolissimi, tutti ben curati, senza quell’odiosa copertina dura e a prezzi bassissimi… Rischio di ripetermi… In poche parole, sono identici ai manga! XD Comodi, splendidi, non ci sono altre parole. Mi compro due numeri del romanzo di Haruhi Suzumiya. L’uno mi è costato circa 3 €. Se solo potessi capire così bene il giapponese da leggere un libro senza dovermi mettere a ricercare Kanji, mi sarei comprata tutti i nove usciti ;___;

 

                                                                   

 

Ho allora finalmente capito perché in Giappone è facile spendere: in realtà, i prezzi sono bassi e si finisce per cadere immancabilmente negli abissi dello sfrenato shopping. Forse prima con le lire la situazione era diversa… Sicuramente tutto era molto più caro. Ora con l’euro invece si va davvero alla grande!!! *___* Andiamo in un caffè, il caffè veloce, dove prendiamo un tè verde ghiacciato, che proprio veloce non è, dato che ci riposiamo e sverniamo all’interno per almeno un’ora! È ormai ora di cena e decidiamo per un localino ubicato in un grattacielo. Scesi dall’ascensore, ci accorgiamo che si tratta di un ristorante mooolto tradizionale. Terrorizzati dai prezzi, proviamo ad andarcene, ma ormai ci siamo fatti vedere e la voglia di provare è troppa! XDDD Ci fanno togliere le scarpe e ci accompagnano ad un tavolo, sotto il quale c’è il fondo per le gambe; ci si siede comodamente per terra sui cuscini e veniamo serviti da una cameriera in kimono. Il menù è interamente in giapponese e quasi del tutto incomprensibile. Andiamo a caso, come spesso faremo in più occasioni, e con piacevole sorpresa assaggiamo piatti davvero ottimi, come gamberetti alla griglia, asparagi cotti e circondati da un rotolino di carne e pancetta, onigiri (le tradizionali pallette di riso che si vedono negli Anime), polipo immerso in salsina…ecc… Il ristorante è tradizionale, quindi le porzioni sono abbastanza piccole; per nostra piacevolissima sorpresa non spendiamo tanto e alla fine usciamo  pure con la pancia piena! ^^ In Giappone il cibo costa poco!!! Riprendiamo la metro, becchiamo quello che sarà il nostro internet point abitudinario e inviamo velocemente una mail a casa!

 

 

----------------------------------------UENO-------------------------ASAKUSA-----------------------------------------------------------------   04/08/2007

È già la seconda volta che mi lavo i capelli… Non fanno altro che gonfiarsi! Comincio a notare come in Giappone ci sia sì un caldo maggiore, ma soprattutto una maggiore umidità, alla quale, anticipo, ci abitueremo col passare dei giorni. La cosa ci aiuterà in particolar modo una volta tornati in Italia, dove sentiremo meno caldo appiccicaticcio del solito ^^

Usciamo e ci dirigiamo verso Ueno. Si muore dal caldo asfissiante… È sabato e passeggiamo per il parco di Ueno, dove tanti giapponesi in kimono girano nella tranquillità del verde. Fra alcune giostre e giochi per bambini per bambini ritroviamo il mitico gatto Doraemon, che sembrerà affacciarsi spessissimo in tanti angoli e stradine di Tokyo! ;)

 

 

Ci ritroviamo di fronte allo zoo e decidiamo di vedere il panda pubblicizzato all’entrata. Come in tutti gli zoo, l’atmosfera non è delle migliori e vedere animali rinchiusi non è per noi motivo di gioia. Ci sembra anche che le gabbie e i posti assegnati alle povere bestie siano persino troppo piccoli per quel che dovrebbero, a nostro parere, essere… Non capendoci però niente di animali o di zoo, ci esentiamo dal lasciare ulteriori commenti a riguardo. Il panda comunque è davvero carinissimo. Visti altri esemplari, fra cui tigri, gorilla, orsi e pinguini, sostiamo all’interno dello zoo, dove ci godiamo la vista di un giardino e una bella pagoda. Sulla strada del ritorno, passeggiando nuovamente per il parco di Ueno, troviamo l’entrata di un tempio, che non ci priviamo ovviamente dall’andare a visitare. Il susseguirsi dei numerosi, rossi Tori, disposti su diverse rampe di scale in discesa, ci trasportano subito all’interno di quell’atmosfera propria del Giappone silenzioso, antico e tradizionale.

 

                   

 

Metro fino al quartiere di Asakusa. Pranziamo alle 5 del pomeriggio con qualcosa al volo: Soba (spaghetti di soia da intingere nel brodo freddo) più una ciotola di riso. Si mangia bene e si spende poco! Se potete, mangiate qui! Per le strade corrono giapponesi che trasportano i tradizionali risciò, un servizio riservato ormai ai soli turisti con la voglia di provare qualcosa del Giappone antico.

Ci dirigiamo verso l’attrazione principale del quartiere, il KaminariMon col relativo complesso di templi shintoisti, ma prima un negozietto posto subito sulla destra del Kaminari ci blocca per almeno una mezz’oretta! È un negozio dedicato al mondo di Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli! *___* Non fatevelo sfuggire, ricordate però che i prezzi sono un po’ alti. (Sempre rispetto a tutto il resto). Compro un piccolo asciugamano di Totoro (che si rivelerà molto utile contro il caldo appiccicaticcio), dei portachiavi, spillette, ciondoli per cellulari…ecc… Insomma rischio di andare in banca rotta il quarto giorno XD

Usciti dal negozio, visita e foto a non finire al famoso KaminariMon, una grande porta che segna l’entrata al complesso di templi dedicato alla dea Kannon, a mio parere, i più belli fra tutti quelli che ho visto. Prima di arrivare ai templi c’è però una lunga viuzza tempestata su entrambi i lati di negozietti che vendono oggettini tradizionali: katana, kimono, ombrellini, ciondoli, campanellini, borsellini… Il luogo migliore per lo sfrenato shopping di antico Giappone e decisamente conveniente dal punto di vista economico. Dato il luogo prevalentemente turistico e dopo esser passata al negozietto di Totoro, ho creduto che i prezzi fossero più alti rispetto ad altri posti. Col passare del tempo invece ho potuto ricredermi. Più economico di Asakusa c’è forse solo il duty free all’aeroporto XD Vista poi la vasta scelta, comprate! ;) Visitiamo il complesso di templi fino a sera, momento durante il quale il rosso delle costruzioni magicamente si illumina, colorandosi d’oro.

 

                   

 

Ci rincamminiamo verso casa, dove decidiamo di cenare. Ci ispira un ristorantino, ma questa volta falliamo nell’individuare un buon posto… Forse sarà la stanchezza, fatto sta che ci ritroviamo in un ristorante che cerca di imitare spaghetti nostrani X___X Non solo il piatto che abbiamo ordinato (per fortuna ne prendiamo uno solo) fa schifo, ma spendiamo pure più del solito… Lasciamo quasi il tutto, dopodiché scappiamo in un altro ristorantino, dove ci rifacciamo la bocca con della buona Tenpura Soba.

 

ELEMENTO GUIDAIL CIBO

 

A noi è successo per sbaglio, ma questo è un consiglio che mi sento di ripetere sempre a tutti i turisti: anche se vi sembrano strani, anche se pensate che non vi possano piacere, mangiate i piatti tradizionali del luogo che visitate; scoprirete nella maggior parte dei casi un piacere inaspettato. Per ciò che riguarda il Giappone, non vi dico di bere sangue di vipera o di mangiare cavallette, (c’è davvero la possibilità), ma cominciare ad assaggiare quelli che sono i piatti più accettabili dalla nostra cultura, per poi allargarvi sugli altri.

 

Il cibo giapponese è prelibato, ben curato, nutriente, semplice e salutare. (E completamente diverso da quello cinese, dato che sono in molti a scambiarlo) Fa bene alla pelle, allo stomaco e al fegato. Dal punto di vista culinario, un po' di tempo in Giappone vi aiuterà a smaltire un po' delle schifezze che vi mangiate di solito.

 

Se è la vostra prima volta, provate subito col Tenpura (fritto di verdure e/o gamberi), spaghetti in brodo come l’Udon (spaghetti di riso) o la Soba (spaghetti di grano saraceno), il Gohan (semplice riso in bianco) o accompagnato da altro come il Katsudon (riso con carne e uova)… Poi passate al Sushi (è riso con pesce crudo e per questo spaventa sempre tutti, in realtà è sempre squisito e fresco. Almeno io in un mese non ho mai trovato problemi. Spesso all’interno viene messo direttamente il Wasabi, che riconoscerete facilmente: è una crema verde piccante. Se non amate mangiare piccante o se siete allergici, specificate che non lo volete al momento dell’ordinazione), quindi al Sashimi (unicamente pesce crudo) e a tutti quegli elementi sconosciuti scritti sui menù.

 

Non andate dunque a cercare la vostra cucina, che non conviene né dal punto di vista gustativo né da quello economico ^^ Senza contare che andare fino in Giappone per mangiare italiano è una tristezza immensa… Ed evitate anche, se potete, il distruttore di fegato McDonald’s, anche se almeno una volta potrete provare il buonissimo panino con dentro i gamberetti che fanno solo lì ^^

 

DOVE MANGIARE

 

Troverete sempre fuori, nelle vetrine e nelle presentazioni dei ristoranti, i modellini dei piatti con tanto di nome e prezzo. (Il bello è che poi ciò che vi viene servito è identico al modellino... Non come da noi, dove le foto fanno vedere chissà cosa e nella realtà tutto è completamente diverso). Sarà più facile scegliere in questo modo cosa mangiare (data soprattutto la lingua complicata). Spesso anche i menù cartacei hanno le foto dei piatti. Più i ristoranti sono tradizionali però, più difficilmente le troverete.

Il conto si paga direttamente in cassa. Al tavolo vi verrà lasciato fin dall'ordinazione lo scontrino che dovrete poi portare voi in cassa. Dopo aver pagato è educazione uscire ringraziando ed esclamando la formula Gocisosama/Gocisosamadeshta (vi ho scritto direttamente la pronuncia), che sta ad indicare di aver gradito il pasto ^^

 

Oltre ai normali ristoranti vi capiterà di mangiare Soba e/o Udon nei tradizionali e veloci ristorantini aperti anche 24 ore al giorno e dai prezzi estremamente bassi (un bel piatto di Zaru Soba viene 2,50 €). Dovrete pagare prima di mangiare e dovrete farlo attraverso delle macchinette simili a quelle della metropolitana, che si trovano fuori e dentro il ristorante. Ovviamente è scritto tutto in giapponese. Osservate per bene le vetrine, ricordatevi i Kanji (o il prezzo, che è più facile) e selezionate sulla macchinetta il piatto che vi interessa. Fatto ciò, vi uscirà un bigliettino. Entrate nel ristorante, consegnate il biglietto e specificate se preferite Soba o Udon. (In giapponese: Soba de! Con Soba / Udon De! Con Udon). Anche qui non dimenticate il Gocisosama/Gocisosamadeshta ;)

 

COME MANGIARE

 

Dovete considerare degli accorgimenti che potrebbero evitarvi qualche figura non bellissima di fronte ai giapponesi.

La prima cosa da sapere è che è maleducazione estrema soffiarsi il naso in pubblico. Mentre mangiate è dunque doppiamente più sconveniente. La logica da cui deriva quest’uso si dovrebbe spiegare con il fatto che i giapponesi amano stare attenti a non contagiare gli altri attraverso eventuali microbi. Non a caso, quando i giapponesi hanno il raffreddore, portano la mascherina (non è unicamente per lo smog, come molti pensano ^^ Senza contare che lo smog a Tokyo sembra stare a livelli anche più bassi dei nostri). Fin qui, tutto sarebbe perfetto e giusto… Però… C’è un gran però… La non logica e la contraddizione tutta giappo fanno irrimediabilmente cadere questo tipo di accorgimenti. I giapponesi a tavola sono (nel nostro modo di vedere le cose) estremamente maleducati. Mentre mangiano si esprimono in versi che spesso fanno passare la fame XD Succhiano gli spaghetti in modo rumoroso, sbrodolandosi talvolta, lanciando negativi versi di apprezzamento… (Avrete capito a cosa mi riferisco…) Non preoccupatevi: non dovete assolutamente adattarvi a fare come loro O___O Dopotutto noi siamo occidentali. Ma dovrete abituarvi a sentirli… Uomo avvisato mezzo salvato XD

 

 

-----------------------------------SHINJUKU------------------------------------------------------------------------------------------------------   05/08/2007

È domenica. C’è tanta gente per le strade che passeggia e si diverte; anche noi decidiamo di passare la domenica alla giapponese: scegliamo per il cinema. Ci alziamo tardissimo: l’1:30, ma riprendiamo finalmente il sonno perduto da quattro giorni a questa parte ^^ Usciamo verso le 3:30 e passiamo alla Yodobashi Camera, dove mi compro una telecamera meravigliosa *___* Prendiamo poi la metro e scendiamo a Shinjuku, dove pranziamo con della buona Soba calda. Resistiamo alla tentazione di soffiarci il naso, o quasi… (Ma alla fine, chi se ne frega… Dopotutto noi siamo occidentali!) Ci dirigiamo verso il parco Gyoen, accanto al quale avevamo visto un cinema. Dopo tanto girare, finalmente lo troviamo. Decidiamo per i Pirati dei Caraibi 3 in inglese sottotitolato in giapponese. Ma prima di entrare ci prendiamo il frappé al tè verde allo Starbucks… Una delle cose più deliziose che io abbia mai bevuto *___* Lo Starbbucks è in tutto il mondo, tranne che in Italia ovviamente, ma solo in Giappone c’è il frappé al tè verde. Provatelo almeno una volta! Una droga! Ve ne innamorerete! Si potrebbe bere all’infinito!

 

                         

 

Il cinema è all’ultimo piano dell’edificio che ospita la catena di negozi Oioicity, dove ogni piano è dedicato ad un tipo di abbigliamento diverso, con tre piani per donna e tre per uomo. Di prezzi è molto simile alla nostra rinascente… Abbastanza costoso. Per la prima volta che mi piaceva qualcosa, un cappellino, devo rinunciarci… 60 €! O___O

Il cinema è organizzatissimo. (come era ovvio…) I giapponesi fanno pazientemente la fila alla biglietteria e non ti superano nemmeno se li minacci. La venditrice dei biglietti mostra la tabellina per scegliere per bene i posti; quella che li strappa all’entrata della sala dà ad ognuno il benvenuto. Prima dell’inizio del film, un video mostra come comportarsi bene al cinema: oltre che riprendere con la telecamera, usare il cellulare e fumare, è espressamente vietato dare calci a quelli davanti (finalmente qualcuno che lo vieta) e bisbigliare! Così in sala c’è il silenzio più completo. Fanno quasi male le orecchie…

 

Harry: «Potevano mettere direttamente non respirare

 

Dopo il film, non accendono le luci e ci fanno sorbire (sempre in silenzio) tutti i titoli di coda. Alla fine capiamo perché… Dopo tutto il film c’è una scena inedita ^^’ Io avevo già visto il film in Italia, ma non l’avevo vista… I giapponesi prendono tutti i loro scarti di cibo, carte e cartacce e lasciamo tutto subito fuori la sala, dove delle signorine raccolgono ogni costa con un carrellino. Pulizia, sintonia e organizzazione perfetta O___O Sono avanti! Sono davvero avanti!

Torniamo a casa ben più riposati e rilassati dei giorni precedenti. Sentiamo finalmente meno caldo e decidiamo di mangiare da McDonald’s il panino con i gamberetti che fanno solo in Giappone.

 

 

-----------------------------------SHIBUYA--------------------------------------------------------------------------------------------------------   06/08/2007

Il tempo scorre lentamente, ma nello stesso tempo sembra volare. Ci alziamo con calma e prendiamo la metro fino a Shibuya. Troviamo un'agenzia e passiamo un'intera ora a prenotare per delle gite che abbiamo in programma: Enoshima, Disneyland e Nikko. Passiamo poi l'intera giornata a fare foto e a passeggiare fra luci, suoni, colori, Gals e moda giovanile. Voglio vedere la statua di Hachiko, ma non riesco a trovarla O___O Mi rifarò la prossima volta. Prendiamo infine il solito frappé al tè verde allo Starbucks, da dove osserviamo, essendo su un piano superiore, la piazza principale del quartiere, dove orde di giapponesi attraversano al semaforo, riempiendo ogni più piccolo angoletto di strada.

 

 

Il castello della Disney                                                                                L'interno del negozio

 


La piazza principale di Shibuya... Il semaforo è appena scattato

 

Torniamo a casa ad Akihabara e ne approfittiamo per fare un bel giro fra i famosi megastore di Anime e Manga del quartiere, fra cui Animate, Mandarake...ecc... Per quanto mi riguarda, sono alla ricerca di riproduzioni di alcuni oggetti che appaiono negli Anime e nei Manga. Cose come l'orologio di Edward Elric di Fullmetal Alchemist, il Death Note, il vaso del mago pancione Etccì... Ero convinta che avrei trovato tutte queste cose semplicemente guardandomi intorno, invece la maggior parte degli oggetti venduti sono un po' a senso unico... Portafogli, ciondoli, quaderni, portachiavi... Il tutto firmato con l'opera in questione, ma purtroppo quasi niente di prettamente originale... I grandi megastore di Akihabara vendono esclusivamente manga, cd, dvd e oggettini ispirati alle opere. Non hanno nemmeno gli Art-book, che si possono trovare solo nelle grandi librerie =( Sono un po' delusa.

 

 

------------SHINJUKU------------------SHIBUYA-----------------OMOTE-SANDO-------------HARAJUKU-----------UENO---------------   07/08/2007

Ci alziamo prima del solito e andiamo nuovamente al cinema di Shinjuku per vedere il film dei Pokémon, uno dei pochi Anime presenti al cinema in questo periodo =\ Constatiamo che i bambini giappo sono molto più calmi e buoni dei nostri O___O E tutti hanno ovviamente il loro Nintendo Ds e il loro cellulare megagalattico ;___; E noi? Il film non ci piace granché, ma almeno ci siam visti un Anime originale e rigorosamente in giapponese. Mangiamo nel palazzo del cinema e dell’Oioicity del buon sushi, dopodiché ci dirigiamo a Shibuya, dove troviamo finalmente la statua di Hachiko! XD (Era subito vicino all’uscita della metro e io non l'avevo vista ^^')

 

Per scoprire chi è Hachiko, potete leggere la sua triste e bellissima storia qui

 

La guida cartacea di Harry ci consiglia un museo: il Tepco electric Museum. Ci rendiamo conto di esserci passati davanti il giorno prima e di averlo allegramente ignorato, dopo aver visto una signora rotolare pericolosamente per le scale O___O  (Il giorno prima l'avevamo anche cercato... Bah...) Una caduta spaventosa che, dopo un attimo di esitazione, ci ha fatto proseguire senza farci fare altre domande sul luogo… Il museo è per bambini, dedicato alla tecnologia e all’elettricità, però è gratis ed è anche carino ^^ Prossima tappa: Watari Um Museum, sempre consigliato dalla guida. Sulla strada ci troviamo davanti un tempietto, come spesso accade a Tokyo, con tanto di macchine parcheggiate accanto: il Togo Shrine. (Almeno credo XD)

 

 

Proseguiamo con la mappa della guida, ma tra la mappa e la realtà ci passa un ponte... La nostra guida ci comincia a puzzare di marcio... Sembra voglia farci sbagliare strada... Comunque... Ci ritroviamo in un quartierino davvero carino e molto tradizionale, pieno di casine, negozietti alla mano, giovani... Come si dice: non tutto il male viene per nuocere dopotutto e le cose belle si scoprono sempre per caso ^^

 

 

Continuando a camminare, sbuchiamo sulla famosa Omote-Sando, via piena di negozi costosi ^^ Harry, che adora le grandi marche, per poco non impazzisce nel ritrovarsi nel quartiere che adora più di ogni altro (lui è la seconda volta che viene a Tokyo). Decidiamo comunque di lasciarci la visita di Omote-Sando a un altro giorno, con più calma, e torniamo quindi alla ricerca di questo fantomatico Watari Um Museum. Proseguendo un po' alla cieca, ci imbattiamo in un tempio con tanto di giardino. Turisti per caso, non c'è che dire XDDD

 

 

Riprendendo il nostro cammino, ci ritroviamo d'improvviso nel quartiere di Harajuku, via di piccoli negozietti alla mano, divertimento, giovani e luogo in cui girano spesso i cosplayers ^^ Bellissimo! Ci imbattiamo nelle macchinette delle Puri-Puri, macchinette di fotografie a cui è impossibile resistere. Ogni macchinetta propone temi diversi. Bisogna posare per diversi scatti attraverso un teleschermo, dopodiché si scelgono le foto migliori e si modificano con la penna grafica, aggiungendo disegni, scritte, sfondi...ecc... La macchinetta stampa infine il tutto su carta adesiva ^^ Costano 400 Yen (2,50 €) e si fanno solitamente in due. (Le copie delle foto stampate sono per due persone). Ce la spassiamo a fare qualche scatto. Pur distrutti e stravolti, veniamo davvero bene! Secondo me le Puri abbelliscono parecchio XDDD

 

 

Prendiamo la metro ad Harajuku e scendiamo a Ueno. Vediamo un po' il quartiere, dopodiché facciamo un pit stop in un internet point. Cena questa volta in un ristorante coreano ^^ Restiamo piacevolmente sorpresi dal buon Ramen, raviolini e risottino piccante. Non pensavo che il coreano fosse così buono... Torniamo a casina. Dobbiamo dormire per bene che domani mattina ci attende Disneyland!

 

 

--------------------------------------------------------DISNEYLAND------------------------------------------------------------------------------   08/08/2007

Tokyo Disneyland Resort! Ci alziamo decisamente presto e arriviamo lì che è già pieno di gente ;___; Un caldo assurdo, un sole che spacca le pietre, l’aria di mare… Il parco è bello e richiama tutte le atmosfere dei film Disney, ma dal punto di vista di brivido sulle giostre, non regge il confronto con quello europeo a Parigi, dove alcune giostre rasentano davvero il terrore. Attrazioni abbastanza insulse e adatte solo ai bambini -.- Con la speranza di trovare almeno una giostra all’altezza, ci sorbiamo anche le chilometriche file… Facciamo alla fine il treno delle miniere, i pirati dei Caraibi, il piccolo mondo, lo Space Mountain…ecc… A fine giornata siam morti, ma per fortuna la splendida parata finale ci rallegra e rifocilla.

 

ELEMENTO GUIDADISNEYLAND – CONSIGLIATO ALLE FAMIGLIE/SCONSIGLIATO A CHI CERCA IL BRIVIDO

 

Il parco è grande, perfetto e organizzato al massimo. Rispetto al Disneyland di Parigi, è più adatto alle famiglie e ai bambini, data la totale assenza di giostre pericolose. I negozi sono molto forniti e presentano tanti oggetti che a Parigi non si trovano. (Come la riproduzione di Chicco, la tazzina de La Bella e la Bestia XD)

 

Se siete alla ricerca di un po' di buon brivido, recatevi al Tokyo Dome e fate le montagne russe. (Ne parlerò a sufficienza nelle prossime pagine).

 

  

 

 

---------------------------------GINZA-----------------------ASAKUSA-------------------AKIHABARA--------------------------------------   09/08/2007

Ci alziamo verso l’1:30 e usciamo per le 3, che si schiatta dal caldo. 15 minuti di Internet Point e poi metro in direzione Ginza, quartiere di Maxi negozi! Vediamo il teatro Kabuki, facciamo qualche foto qua e là e ci imbattiamo in un economico negozietto di ceramiche, dove non resistiamo alla tentazione e ci compriamo una teiera originale al modico prezzo di circa 10 € ^^ Visitiamo un famoso palazzo di congressi e pranziamo con della Soba da mangiare in piedi.

 

 

Giriamo per negozi sulla via principale di Ginza; vorremmo comprare il gioco del Go, ma non abbiamo idea di dove andarlo a cercare... Tempo di parlarne, ed ecco che ci imbattiamo proprio in un negozietto dove un vecchietto simpatico ci mostra le sue belle creazioni in legno fatte a mano: giochi del Go e dello Shoji a varie grandezze. (Non ricordo l'altezza esatta del negozio, anche perché noi l'abbiamo trovato proprio per caso. Se siete interessati, vi consiglio di fermarvi sulla strada principale e chiedere e nei pressi delle uscite Metro. Buona fortuna! ^^) Non possiamo dire di no e 15 € partono per il Go più piccolino, che tanto piccolino non è... E che non è nemmeno così leggero come si potrebbe pensare... La nostra preoccupazione riguarda essenzialmente la valigia al ritorno, a ricordo del faticoso e terribile arrivo e al pensiero di superare i Kg permessi O___O

 

 

Decidiamo poi di fare un salto ai negozietti di Asakusa per altro shopping, ma è troppo tardi e li troviamo già belli che chiusi ;___; Passeggiamo allora nuovamente nei dintorni del bellissimo KaminariMon e torniamo ad Akihabara. Ci accorgiamo di non avere affatto sonno, così decidiamo di passare una serata al Karaoke XD 2 ore di canzoni e stonate a non finire! Un divertimento assurdo! Il Karaoke in Giappone è stupendo, non fatevelo sfuggire! Anche se il prezzo non è bassissimo, andateci! Perché in Italia non esiste?! Diamine!! Siamo capaci a copiare solo le cose più inutili! Torniamo a casa privi di voce e passiamo la nottata a parlare dei grandi misteri del mondo ancora non svelati, uno dei miei argomenti preferiti ^^

 

ELEMENTO GUIDA KARAOKE

 

È pieno di Karaoke in Giappone! Ne troverete uno ad ogni angolo della strada. In quartieri gettonati come Shinjuku, Akihabara, Shibuya... sarà per voi impossibile non vederne uno.

 

I prezzi non sono bassissimi, quindi non potrete andarci tutti i giorni ^^ Ma se siete in tanti, (non troppi, altrimenti canterete poco), dividerete la spesa e la serata vi risulterà molto più abbordabile.

 

Consiglio la catena di Karaoke alla vista più famosa (KaraokeKan, in foto QUI per poterla riconoscere) perché potrete trovare con maggiore probabilità anche menù e canzoni in versione inglese.

 

Datevi almeno due ore di tempo. Vi ci vorrà un pochino per capire come selezionare le canzoni, come funziona il tutto... Essenzialmente si tratta comunque di inserire dei codici ^^

 

La lista delle canzoni è oltremodo gigantesca, (noi ci siam ritrovati con due libroni di un migliaio di pagine l'uno), e ovviamente scritta interamente in giapponese ^^ (tranne per le poche pagine in inglese che potreste trovare se siete fortunati). Pur sapendo leggere in giapponese, abbiamo avuto non poche difficoltà a trovare ad esempio l'Opening più famoso degli Anime: Evangelion - Zankoku na tenshi no these. Dunque... Se volete cantare le Opening e le Ending dei vostri beniamini, il mio consiglio è: segnatevi direttamente in Kanji i titoli delle canzoni che vi interessano; e fatelo prima di andare al Karaoke, per non perdere tempo prezioso. Prendete poi il librone, individuate la zona Anime, ordine alfabetico alla giapponese (KA - KI - KU - KE - KO) e... Cercate! Non serve ricordarvi che, almeno ché non sappiate leggere in Hiragana a ritmo di record, dovreste sapere almeno un po' a memoria le canzoni che volete cantare, vero? =D

 

 

---------------------------------MEGURO-----------------------ROPPONGI---------------------AKIHABARA------------------------------   10/08/2007

Ci alziamo di buon ora: l'1:15 XD Metro in direzione Meguro, (Harry: «Megumi???!!!»), per vedere due musei consigliati dalla nostra guida. Uno, come al solito, non lo troviamo; l'altro invece è bello e dedicato ai disegni del russo Vaslav Nijinsky. Harry se ne innamora e compra pure le maxi cartoline raffiguranti le opere dell'artista. Usciti dal museo, ci fermiamo a fare qualche foto sulla strada. Due tipe ci passano accanto, ci osservano e ridono... Addirittura si fermano per osservarci meglio e ridere di gusto O___O Prima che Harry possa inveire contro in malo modo, le due si propongono di farci loro qualche foto. Che carine! In effetti, quando si è in viaggio in due, è difficile farsi foto insieme... Bisognerebbe chiedere ogni volta a qualcuno... Le ringraziamo contenti, dopodiché facciamo un pit-stop al mitico Starbucks.

 

 

Metro fino a Roppongi Hills, dove ci troviamo davanti uno dei grattacieli più alti di Tokyo. Al 52° piano è allestito un acquario pubblicizzato dappertutto e che non vogliamo assolutamente perderci. L'ascensore ci mette circa 40 secondi ad arrivare a destinazione e ci sentiamo schiacciati sul soffitto come sardine durante il tragitto X___X (In stile «il suo piano, signore... Buona giornata, signore...» da Chi ha incastrato Roger Rabbit). Giunti al 52° piano, la vista di Tokyo che si perde all'orizzonte ci conquista e sconvolge come poche cose. Una città gigantesca, maestosa, meravigliosa...! L'acquario all'interno poi è stupendo, peccato che non si possano far foto e filmini... X___X

 

 

ELEMENTO GUIDAFOTO E FILMINI VIETATI

 

Ci è capitato molto spesso di trovare divieti nel fare foto e filmini in luoghi chiusi come musei... In Europa ho sempre trovato poche limitazioni da questo punto di vista (ad esclusione per l'uso del flash su pitture, affreschi...ecc...), e il Giappone, con la sua tecnologia e, soprattutto, con la sua mania per le foto, credevo non fosse da meno. E invece non è così... Quando troverete il divieto, rassegnatevi: se dicono no, è no.

 

Decidiamo di mangiare nella via principale di Roppongi e troviamo, proprio quando ne stavamo parlando, (come per il Go), lo Shabu-Shabu! Fette di carne, verdure, Tofu, funghetti che ti cuoci direttamente in una pentola piena d'acqua calda e che poi immergi in delle salse. Un piatto squisito! Il tutto accompagnato da Sashimi, Udon, Tenpura e il gelatino al tè verde come dessert. C'è tanto da mangiare, ma non costa poco... (Più rispetto ai soliti prezzi in Giappone, che, ricordo, sono estremamente bassi). Prendiamo un solo menù da 5040 Yen e dividiamo per due; alla fine siamo entrambi con la pancia piena. (In effetti, i giapponesi sembrano abituati a mangiare molto più di noi...)

 

 

Torniamo ad Akihabara, solito internet point e giretto per negozi. Purtroppo è già quasi tutto chiuso a mezzanotte =\ Riusciamo a fare qualche altra Puri-Puri in una sala giochi e ci divertiamo ad andare a tempo col famoso gioco del tamburo Taiko no Tatsujin! Le canzoni le scelgo io: Suzumiya Haruhi - Hare Hare Yukai e Dragon Ball - Cha-la Head Cha-la XD

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e8/Taikonotatsujin.jpg/240px-Taikonotatsujin.jpg

Un esempio del gioco preso dalla rete ^^

 

 

 

-----------------------------------------------------IKEBUKURO---------------------------------------------------------------------------------   11/08/2007

Ci svegliamo prima del solito: le 12:20. Harry: «Ma è presto!» Decidiamo ovviamente di prepararci al volo e uscire. Direzione Ikebukuro. Mangiamo in dei grandi magazzini Tenpura, Soba e riso al curry, dopodiché passiamo l'intera giornata in giro per il quartiere, zona di artisti di strada, di videogiochi e di divertimento, soprattutto oggi che è sabato. Restiamo imbambolati ad assistere all'esibizione di un tipo che canta e balla impazzito, assieme alla sua stravagante band e che, di tanto in tanto, visto che saltella come un pazzo e continua ininterrottamente a bere acqua, corre ad un angoletto della strada e... vomita O___O Il bello è che il resto della band continua a suonare senza preoccuparsi della cosa... Lui semplicemente smette di cantare per un po', vomita, dopodiché torna in pista e riprende a starnazzare. E 'sta manfrina si ripete non poche volte... E non è solo la band a non sconvolgersi, ma anche il pubblico di fronte, che applaude e si legge i volantini distribuiti dalla band per farsi pubblicità. Io e Harry, appostati un po' più lontano, siamo gli unici a ridere come pazzi... Che il vomito sia una peculiarità della band e che tutti ne siano al corrente tranne noi? O___O Nel frattempo, a qualche metro di distanza, un ragazzo con la chitarra cerca di raccogliere fans e di trovare una strada per il successo... Peccato che la materia prima, il canto, sia decisamente assente XD La gente guarda e passa, così io e Harry non ci priviamo dal regalargli un piccolo applauso di fine esibizione ^^ Modestamente... Io e Harry, con le nostre stonate al Karaoke, potremmo regnare come nuove stelle del firmamento ad Ikebukuro, se solo lo volessimo e se solo avessimo il coraggio per farlo XD

 

ELEMENTO GUIDALE CONTRADDIZIONI TUTTE GIAPPO

 

Occorre a questo punto inserire un elemento guida essenziale per una comprensione almeno minima della cultura giapponese. Alla domanda un aggettivo per il Giappone? la prima risposta non può che essere: contraddittorio.

 

1 - La società giapponese è basata sulla sopravvivenza del collettivo, non del singolo. Ognuno vive e lavora per un bene comune, per gli altri. Da qui deriva il grande rispetto che un giapponese ha per il prossimo e la grande disponibilità a donare aiuto a chiunque lo richieda. Non a caso, i giapponesi sono associati alle formiche.

Dopo simili premesse ci si aspetterebbe di vedere gente globalizzata fin nell'animo; omini tutti uguali, il cui pensiero individuale non interessa a nessuno...ecc... Invece, sorprendentemente, non è così o comunque non lo è più almeno all'apparenza. Al giorno d'oggi, il Giappone è uno di quei paesi in cui esiste la più totale libertà d'espressione individuale. Gente vestita in tanti modi diversi che non si preoccupa di essere giudicata da nessuno, artisti di strada che danno prova delle loro capacità o non capacità... Noi invece? Se provassi a fare un cosplay a Roma, in via del Corso, durante una giornata del tutto normale, secondo voi cosa mi tirerebbero dietro? La non pressione che si prova girando per le strade di Tokyo è una delle cose che in assoluto manca di più.

(QUI L'ITALIA DOVREBBE IMPARARE DAL GIAPPONE)

 

2 - Le regole sul fumo sono decisamente particolari. Almeno ai nostri occhi... Non bisogna dare fastidio al prossimo, quindi è vietato fumare all'aperto, in strada. Fin qui... Regola drastica, ma accettabile. Esistono però alcuni angoli appositamente indicati come zone per fumatori... Zone che sono sempre all'aperto, in strada, proprio in mezzo a dove non si potrebbe fumare e per giunta immerse nel verde! XD Inoltre, come se non bastasse, è permesso fumare nei luoghi piccoli, affollati e chiusi.

(FORSE QUI IL GIAPPONE DOVREBBE IMPARARE DALLE ULTIME LEGGI ITALIANE SUL FUMO)

 

3 - Come ho già avuto modo di scrivere, è disdicevole soffiarsi il naso, ma è permesso fare tutto il resto in pubblico e, soprattutto, a tavola, perché considerato segno di profondo apprezzamento per il cibo ricevuto.

(PAESE CHE VAI, USANZA CHE TROVI Anche se strano, almeno questo lasciamolo così com'è XD)

 

IN COSTRUZIONE Inserirò le contraddizioni man mano che mi vengono in mente ^^

 

Se prendessimo qualcosa noi dal Giappone e il Giappone qualcosa da noi, si potrebbe dar vita a due nazioni decisamente migliori... Mentre però il Giappone dimostra di essere già sulla buona strada, visto che guarda sempre all'Italia con grande ammirazione, l'Italia dall'altra parte guarda al Giappone solo come a un formicaio che si diverte a fare foto. Poveri noi!

 

 

---------------------------------------AKIHABARA-----------------------------------SHINJUKU----------------------------------------------   12/08/2007

Domenica. Ci alziamo alle 2. Stasera si va a ballare, quindi è importante dormire fino a tardi ^^ Mangiamo ad Akihabara il famoso Ramen cinese che appare spesso negli Anime. Non c'è la leggendaria rotellina bianca con la spirale rosa però... Sarà per la prossima ;) Scegliamo di andare un'altra volta al Karaoke, dopo aver visto che durante gli orari diurni costa meno. (5 € a persona. Inizialmente però avevamo capito 5 € per tutti e due XD). Il Karaoke non va come avremmo voluto... Forse era meglio lasciar perdere, tenendo ben saldo il piacevole ricordo della prima volta... Cantiamo malissimo, completamente privi di voce e, come è ovvio, le canzoni si cominciano a ripetere... Non è proprio giornata. Usciamo tristi e sconsolati con 1600 Yen in meno -.-

 

 

Ci facciamo un girino ad Aki e beviamo un tè verde ghiacciato al caffè veloce. Torniamo a casa e ci prepariamo per la serata. Per cena ci buttiamo ovviamente sull'immancabile Sobina. Usciamo verso le 11:40; metro fino a Shinjuku, ma la discotec